L’ECOMMERCE DEBUTTA SU WHATSAPP - Agenzia YES

“A breve, daremo alle aziende di diversi paesi la possibilità di mostrare il loro Shop su WhatsApp” 

Parola di Mark, non Lenders – anche se, come lui, di colpi ne ha messi a segno un bel po’ – Zuckerberg. 

Proprio così, anche l’era dell’e-commerce, così come lo abbiamo sempre conosciuto, sta cambiando: in una società fluida in cui tutto si contagia e tutto si trasforma, lo shopping online non poteva rimanere nel compartimento stagno di siti web e marketplace. Esperienze sempre più immersive, è questo che chiedono gli utenti. E se in Cina WeChat – pensate che l’app è talmente diffusa che è difficilissimo trovare un cinese, anche residente all’estero, senza quest’app installata sul suo device (sono oltre un miliardo gli utenti attivi mensilmente) – ha fatto da apripista, precursore, spartiacque, insomma da Mosè 4.0 con il suo melting pot di funzionalità che mixano perfettamente acquisti, non solo online, interazioni social e messaggistica, ecco che fisiologicamente anche l’Occidente si sta avvicinando a questo modello ibrido, perfettamente in linea con i mantra moderni: velocità, flessibilità, facilità di utilizzo, dammi tutto e subito, ma tutto-tutto!!!, e non incasellarmi in una natura verticale e preconfezionata. Qui, parola di Gen Z. 

Ma veniamo alle novità: Zuckerberg ne ha annunciate diverse in una conversazione Live Audio. Il debutto del Carrello – add to cart in slang – avverrà tramite la funzione Shops, che già raccoglie più di 300 milioni di visitatori mensili e più di 1,2 milioni di Shops attivi mensilmente. L’aggiunta del Carrello su una chat tipicamente di messaggistica e in generale su un social network, renderà lo shopping online più semplice, dando nel contempo maggior possibilità di guadagno per chi gestisce gli e-commerce. 

Ma non si tratterà solo di una banale call to action di conversione, ci saranno sempre più realtà aumentata e intelligenza artificiale…“Con i nuovi strumenti di scoperta visuale, porteremo i consumatori a trovare nuovi prodotti, e con le esperienze di Realtà Aumentata aiuteremo le persone a visualizzare gli articoli prima dell’acquisto”. 

E cosa manca a chiudere il cerchio? Il Diem! In questo caso lasciamo Carpe in disparte e ci concentriamo sulla potenziale criptovaluta di Facebook – sì, addio Libra, il patron ha deciso di cambiargli nome, che resta latino, passando da “bilancia” a “giorno”, ma non sostanza: se i regolatori la approveranno inizialmente varrà un dollaro spaccato – che potrebbe dare vita a un nuovo e completo sistema mercato 100% digitale.  

Che dire, da Namek è tutto, per ora.