5 REGOLE PER IL BUON BLOGGING - Agenzia YES

Dalla nascita del primo blog, attribuita a un embrionale sito web del 1997 dedicato al tema della caccia (Dave Winer era un appassionato) e per la prima volta organizzato per articoli, sono passati ventidue anni abbondanti e 500.000 nuovi blog. Dei bei numeri, che raccontano quanto il fenomeno sia diventato esponenziale e, man mano, abbia travolto anche la comunicazione aziendale.

Perché un sito corporate dovrebbe avere un blog interno è presto detto:

  • Posizionamento organico -> gli articoli possono intercettare chiavi di ricerca basate sull’interesse, indicizzando il contenuto e, se siamo bravi, il sito stesso
  • Engagement -> ogni articolo è aperto ai commenti della community, importanti sia per rendere i lettori partecipi che per stimolare un dialogo (analisi del sentiment e individuazione di nuovi argomenti).

Meno chiaro è, spesso, come gestirlo e renderlo uno strumento strategico. Abbiamo allora voluto stilare un piccolo elenco dei passaggi chiave per fare del ‘buon blogging’. Vediamoli insieme:

Topic

Stabilisci i tuoi argomenti avvalendoti del social listening e degli strumenti che mette a disposizione il web. Dai un’occhiata, per esempio, a Google Trends e Answer the Public, intercetta le chiavi di ricerca e i trend legati al tuo settore per rispondere a bisogni, domande, dubbi e interessi dei tuoi possibili lettori.

UX/UI

Scegli lo stile del tuo blog e mantienilo. Una coerenza visiva, oltre che migliorare l’impatto onsite, aiuta la riconoscibilità dei contenuti anche quando condivisi al di fuori dal blog. Favorisci la navigazione dell’utente, la leggibilità e crea link virtuosi tra diversi contenuti per mantenere il tuo pubblico ancorato al sito, migliorando il tempo di permanenza medio sullo stesso.

Piano Editoriale

Dai una struttura fissa alle tue pubblicazioni – avere un blog non popolato equivale a non averlo – e stabilisci attraverso un ped la promozione dei contenuti offsite. La scrittura e la pubblicazione non sono altro che un primo step, ma ogni contenuto va poi accompagnato, cercando di allargare il suo bacino di utenza. Come? Condividilo sui tuoi canali social, per esempio, oppure rendilo parte integrante delle newsletter che invii ai tuoi contatti. Scegli dei giorni fissi di pubblicazione e monitora gli analytics per valutare il tuo approccio e cerca di essere costante: creare un’abitudine è un mast-have verso la fidelizzazione.

Content

Scrivi bene, ma fallo SEO-oriented. Identifica le keyword, compila sempre il SEO base e fai analisi – se una volta rilasciato il tuo articolo, il punteggio di seotester è sotto 80, rivedi i meta dati (title e description), gli header e la formattazione. Tutto conta, ma se sottolinei tutto e a tutto dai lo stesso peso niente conta. Ricorda che Google è un lettore attento, consulta diverse fonti e arricchisci il tuo contenuto in maniera originale. Vietato il copia/incolla! E se sei bravo, stai sopra le 300 parole: il che non significa riempire il contenuto tanto per raggiungerle, ma argomentare e differenziarsi dagli altri contenuti simili online – perché ce ne saranno, e molti. Valorizza l’articolo con immagini, video (embeddati), info-grafiche, tutto quello che può impreziosire il pezzo.

Digital PR

Una regola del marketing, soprattutto del content marketing, è l’interazione. Ragiona tutto in ottica inbound e capirai subito che non puoi fermarti alla delivery, ma il tuo lavoro deve proseguire in chiave di relazione. Comunica il più possibile con i tuoi lettori rispondendo ai commenti, ponendo loro domande, coinvolgendoli nella scelta dei futuri contenuti. Falli sentire importanti! Nessuno, oggi, vuole sentirsi un soggetto passivo.

Secondo Worldometer, ogni giorno nel mondo vengono messi online oltre 2,5 milioni di post sui blog: cerca di fare la differenza!