Spotify AD Studio arriva in Italia: fatti ascoltare! - Agenzia YES

Suona bene questa notizia bomba e non a caso: Spotify, leader dello streaming on demand, apre le porte all’advertising self con Ad Studio, la piattaforma che rivoluzionerà il mondo degli investimenti digital in streaming intelligence, aprendolo a inserzionisti di ogni tipologia e dimensione.

Proprio così, da oggi il magico mondo dell’audio adv non sarà più solo per pochi – i grossi brand con grossi budget marketing a grosse cifre che da sempre possono permettersi allocazioni da capogiro in reservation – ma per tutti.

Tramite Ad Studio anche le realtà di piccole e medie dimensioni possono testare facilmente una campagna su Spotify, misurarne l’impatto e sfruttare la potenza dell’audio” ha sottolineato in una nota Alberto Mazzieri, Director of Sales di Spotify Italia.

PMI, realtà locali, negozi, concessionarie, studi professionali aprite le orecchie e lasciatevi trasportare da questa nuova playlist che vi permetterà di raggiungere il vostro target sempre, oltre il black mirror e il multitasking, quando è più rilassato: mentre ascolta musica. E se il neuromarketing ci ha insegnato quanto conta l’emozione nel processo di acquisto beh, capiamo subito che intercettare il nostro pubblico in un momento piacevole può essere estremamente strategico, se il messaggio è ben costruito.

Ma veniamo alle funzionalità: con Ad Studio è possibile creare campagne audio e video takeover, le prime vengono trasmesse tra un brano e l’altro, per evitare distrazioni e fare in modo che l’ascoltatore sia concentrato al 100%, le seconde invece visualizzate mentre l’utente sfoglia attivamente il catalogo per scoprire musica e podcast – occhio, qui servono gli occhi! Si è già stimato che, abbinando i due approcci, l’ad recall migliori del 90% e la riconoscibilità del brand raddoppi.

Se si pensa che lo streaming audio in Italia sta superando la radio, ecco che i 250 euro di budget minimo per l’attivazione di una campagna su Ad Studio diventano una fiche di grande valore. E se a questo abbiniamo criteri di targeting interessanti – si può decidere di raggiungere gli utenti per interessi, per playlist ascoltata (quindi real time) o per genere musicale – un’interfaccia intuitiva e diversi servizi gratuiti, tra cui la possibilità di scegliere sottofondi musicali e di farsi speakerare un testo direttamente da una selezione interna di profili vocali, la giocata non può che essere buona.

Cosa manca per un poker d’assi? Self non significa diventare magicamente tuttologi. Ricordate la regola del ‘oggi non basta esserci, bisogna esserci bene’ e fatevi sempre consigliare da chi si occupa di comunicazione per veicolare un messaggio corretto. Sounds Good!