Quick-Commerce = commercio online in cui i venditori consegnano i prodotti agli utenti velocemente. Ma veloce-veloce, parliamo anche di pochi minuti.

Insomma dateci una Q, perché il Quick Commerce (o Q-Commerce) quest’anno genererà tra i 20 e i 25 miliardi di dollari di vendite al dettaglio solo negli Stati Uniti.

Chiaro, direte, con il servizio Prime di Amazon – dopo la consegna in 1 giorno dal lunedì al sabato, Bezos oggi propone la soluzione “Consegna il giorno stesso”. Si tratta di una consegna effettuata entro un certo orario, che si è allargata anche al giorno del Signore, provocando non poche discussioni etiche. Ma possiamo allontanarci di molto dai blasonati USA e il risultato non cambierebbe, nella più classica proprietà commutativa:

  • secondo le previsioni di Statista il mercato del Q-Commerce in Medio Oriente e Nord Africa raggiungerà i 20 miliardi di dollari entro il 2024
  • per RedSeer in India si toccheranno i 5,5 miliardi da qui a tre anni.
Quick Commerce in Europa

Nonostante nel vecchio continente ci si goda di più qualche rito, come quello di ritrovarsi a tavola con quel sano spirito di passare del tempo insieme mangiando qualcosa di “fatto in casa”, oppure godersi una serata al ristorante, soprattutto dopo il lungo lockdown, i numeri sono chiari e anche in Europa l’instant need sta crescendo: secondo il World Economic Forum, l’e-grocery continuerà a crescere fino al 10% ogni anno, fino al 2030.

Parliamo di una decina di player, soprattutto di servizi veloci legati alla GDO, come Esselunga a Casa, in Italia, e in generale al settore del food delivery – Glovo, Deliveroo, Just Eat, per citare i pionieri; Gorillas e Getir, per citare i più rapidi in stile Beep Beep – ed è presto spiegato: da oltre 1 ora al giorno dedicata alla preparazione dei pasti negli anni scorsi, oggi siamo arrivati a meno di 37 minuti.

Abbiamo sempre meno tempo e sempre meno voglia di dedicare il nostro tempo a qualcosa che possiamo ottenere facilmente, con un’app.

Le web app di successo

E a proposito di applicazioni (o web app) sono diverse le realtà che si stanno affacciando sul mercato:

  • Macai, realtà 100% italiana, che consegna la spesa a domicilio in 30 minuti – per ora diffusa solo nel nord Italia
  • Non solo cibo! Colvin consegna mazzi di fiori agli ultimi romantici entro 2 ore
  • E – servizio apprezzatissimo durante la calura estiva – Bevy porta a casa bottiglie d’acqua in massimo 3 ore dall’ordine, che valutando il peso delle casse non è male.

Sì, nel corso del tempo qualcuno ci ha lasciato le penne: nel lontano 2001 Kozmo.com fallì dopo 3 anni dalla sua fondazione per motivi di scalabilità – i principali problemi legati al Quick Commerce sono sempre stati la bassa marginalità e i costi eccessivi della logistica. Ma oggi il mondo è diverso, molto più digitalizzato e, con lui, l’utenza stessa. Stile di vita frenetico (chiaramente il Quick Delivery predilige Milano alla campagna toscana), nuclei familiari più ristretti, urbanizzazione allargata.

La velocità di consegna

“Per il 68% dei consumatori, oggi, la velocità di consegna rappresenta l’incentivo più importante nella scelta di una piattaforma”.

Un dato, perché di questo si tratta, a cui non si può voltare le spalle. Ecco quindi investimenti in dark store, magazzini capillari per poter consegnare nei diversi quartieri, in intelligenza artificiale – in base alla tua zona Getir ti mostra solo i prodotti effettivamente presenti nel tuo dark store di riferimento, aggiornandosi real-time – e trasporti snelli, perché nelle metropoli il traffico c’è, ma non per le due ruote.

E staremo a vedere quanto gireranno!