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Digital Trend: cosa ci ha lasciato il 2021 e cosa dobbiamo aspettarci dal 2022?

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Digital Trend 2021: anno ricco di novità e, ora possiamo dirlo con cognizione di causa, di crescita.

Social soprattutto, se pensiamo che gli utenti iscritti alle varie piattaforme hanno superato quota 4,5 miliardi, aumentando di quell’ulteriore 10% che non solo suggerisce ma suggella quanto rappresentino – ciascuno con i dovuti accorgimenti verticali – un mezzo strategico per dialogare con il proprio target di riferimento e allargarlo in chiave di new business.

Cosa significa? Beh, numeri alla mano che le persone iscritte supereranno il 60% della popolazione globale nella prima metà del 2022…

TikTok in prima linea – che con i suoi > 1 miliardo di utenti attivi al mese si incorona come settima piattaforma social ad entrare, come l’ha chiamato qualcuno, nel billion-user club. Da notare che in India, dove gli utenti internet sono circa il 15% della popolazione globale, il ban dell’app è ancora attivo…E se pensiamo, con un mero parallelismo, che la settima arte è il cinema, prevediamo un successo planetario ancora più incredibile per l’ex musical.ly che continua a suonare bene: 825 milioni di utenti TikTok sopra i 18 anni possono essere raggiunti tramite campagne adv. Aziende in ascolto: pensateci su.

A proposito di sounds good, passiamo all’audio: sono circa il 20% gli utenti che ascoltano dei podcast almeno 1 volta alla settimana – e parliamo di un target intergenerazionale 16-64, con un focus sulla fascia 16-24, specialmente donna.

Bene dunque, cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo anno?

Proviamo a riassumerlo in 3 punti chiave:

  1. Il (buon) contenuto sarà sempre il Re il vecchio ‘ content the ’ – ma la sua non sarà una monarchia classica, sarà una demonarzia aperta: stanno crollando sempre più barriere all’ accesso a contenuti provenienti da mondi lontani dal proprio. Oggi la comunicazione è fluida e non ci si può limitare al settore di appartenenza, bisogna tenersi in ascolto per cavalcare notizie, trend. Basti pensare a Squid Game: quanti brand outsider con serie tv e cultura coreana hanno prodotto contenuti dedicati sui social?
  2. Sì all’esperienza , digitale e cross-mediale. Un recente studio di, State of the Connected Customer, ha rilevato che l’80% degli utenti ritiene che l’esperienza di interazione proposta da un’azienda sui suoi canali sia importante almeno quanto i prodotti e i servizi che essa offre. Quindi: poca autoreferenzialità e dialogo aperto in chiave polisensuale, perché no, anche sfruttando l’intelligence automation.
  3. SOS-tenibilità: se fino al 2020 uno dei principali driver di acquisto è stato il rapporto qualità-prezzo, una ricerca del 2021 di Ernst e Young ha rivelato che quasi il 70% dei consumatori crede che i brand debbano cambiare positivamente il mondo. Un marchio come portatore di valori, che lascia un segno positivo, non solo un impatto -1 o giù di lì. E qui si sa, c’è lo zampino dei Millennials, sempre più attenti alla responsabilità sociale e ambientale, e della genZ, che ha fatto dell’ambiente una delle sue battaglie di social-square. E non stiamo parlando di Greta e del suo payoff Skolstrejk fö klimatet, stiamo parlando di chi farà il mercato da qui a qualche anno: parecchia gente.

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